Cino Tortorella ai tempi del Donizetti
«Una volta mi lanciarono una scarpa»

«Vede il teatro Donizetti? All'inizio della mia carriera, mi capitò una cosa incredibile». Cino Tortorella è a Bergamo: «Facevamo uno spettacolo con un atto davvero improponibile. Uno spettatore ci tirò la scarpa».

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«Vede il teatro Donizetti? Proprio lì tanti anni fa, all'inizio della mia carriera, quando facevo ancora l'aspirante mimo, mi capitò una cosa davvero incredibile, a ripensarci». Passeggiando per il centro di Bergamo, a Cino Tortorella viene quasi una folgorazione. «Me l'ero dimenticato fino a oggi – racconta, fermandosi accanto alla Vedovella e scoppiando a ridere mentre si sistema una ancora folta chioma bianca –: facevamo uno spettacolo in tre atti, ma il terzo era davvero improponibile. Così ricordo che ci tiravano di tutto. A un certo punto uno spettatore si tolse una scarpa e ce la tirò addosso. Incredibile davvero».

Il Mago Zurlì a Bergamo è di casa: domenica 12 maggio è al centro commerciale Continente di Mapello per la festa della mamma. Tortorella, classe '27 ma che sembra avere almeno 10 anni di meno, mostra orgoglioso il suo cappello da alpino paracadutista: «Lo tengo sempre in macchina, poi qui a Bergamo è un'icona». Al ristorante Arlecchino di piazza Sant'Anna racconta di apprezzare la cucina bergamasca e dell'amicizia con Luigi Veronelli. Poi snocciola una a una le tante trasmissioni che ha ideato, diretto e condotto. Fino a spiazzarci: «Il mago Zurlì? L'ho fatto per caso. Non dovevo essere io. Io ero il regista di uno spettacolo teatrale intitolato "Zurlì mago lipperlì” e il mago Zurlì era Giancarlo Dettori. Venne a vederci un allora funzionario Rai di nome Umberto Eco, che decise di farci esordire in tv. Ma Dettori non accettò perché mirava a ruoli forse più seri. Il problema è che arrivammo alla vigilia della messa in onda, il 3 gennaio '57, senza Zurlì. Nelle prove lo facevo provvisoriamente io. Eco mi disse: “Ma sei bravo, fallo tu”. Accettai».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 12 maggio

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